Borsa: l'Europa in rosso guarda al Medioriente, a Milano corre Eni
Prosegue la corsa del petrolio, spread e titoli di Stato poco mossi
Ancora in rosso le Borse europee sulle tensioni in Medioriente. Anche i future su Wall Street sono in negativo, in una settimana che ha visto i listini in altalena per le vendite sui tecnologici penalizzati dei timori per una bolla dell'Intelligenza artificiale. A pesare è poi la corsa del petrolio, sui massimi da maggio con il Wti che è oltre i 101 dollari (1+,6%) e il Brent che supera 104 dollari al barile (+1,12%). Il prezzo del gas si spinge verso i 94 euro al megawattora con i contratti Ttf che ad Amsterdam salgono di oltre il 4 per cento. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, cede oltre mezzo punto percentuale con tech, industriali e finanziari sotto vendita. Milano cede lo 0,55% con Technoprobe che lascia sul terreno il 3,97%, seguita da Stm (-2,65%). Tra i peggiori anche Bper (-2,11%) , Moncler (-1,75%), Prysmian (-1,92%). Acquisti invece su Eni (+5,3%) in scia ai conti. Per il resto Francoforte perde lo 0,93%, Parigi lo 0,75% che Kering che lascia il 12,9% dopo la trimestrale. Londra accusa un calo dello 0,6% e Madrid dello 0,33 per cento. A Stoccolma ai minimi dalla quotazione Volvo Cars (-26,5%) dopo il rosso nel trimestre e l'annunciato taglio di 2.500 posti. Lo spread tra Btp e Bund è poco mosso ed è a ridosso dei 124 punti con il rendimento del decennale italiano al 4,57%. Il differenziale tra l'Oat francese e i titoli tedeschi è su quota 171 punti base con il dieci anni francese che resta sopra il 5 per cento. Infine, per i cambi il dollaro continua ad apprezzarsi sull'euro con la moneta unica che passa di mano a 1,1196 sul biglietto verde.
T.Luyten--LCdB