Panama rafforza i confini dopo gli attacchi Farc in Colombia
Escluso il rischio di infiltrazioni di guerriglieri dal Paese vicino
Panama ha rafforzato la sicurezza delle frontiere in seguito agli attacchi di gruppi armati verificatisi nella vicina Colombia in occasione dell'inizio del mandato del neo presidente Abelardo de la Espriella: lo ha reso noto il governo panamense. Panama e Colombia condividono un confine di 266 chilometri nella giungla del Darién, un territorio inospitale, spesso usato dagli immigrati illegali, reso particolarmente pericoloso anche a causa della presenza di bande criminali. Agenti del Servizio nazionale di frontiera (Senafront) e del Servizio nazionale aeronautico e navale (Senan) hanno aumentato la loro presenza al confine per "rafforzare la sorveglianza e il controllo del territorio", ha precisato in una nota il ministero della Sicurezza di Panama. Nel Paese centroamericano si sta diffondendo il timore che cartelli come il Clan del Golfo o i guerriglieri dell'Esercito di liberazione nazionale (Eln) possano infiltrarsi dalla Colombia in caso di escalation delle ostilità sotto il governo di De la Espriella. Il ministro della Pubblica sicurezza panamense, Frank Abrego, ha però escluso questa possibilità citando informazioni di intelligence incrociate.
B.Francois--LCdB