Da schermi a social, con uso compulsivo psiche teenager è a rischio
Pericolo per 11-12enni va da depressione a deficit di attenzione
Dai cellulari, ai social media e ai videogiochi: l'uso problematico (quando non si riesce a controllare il tempo trascorso online e questo causa stress, conflitti o problemi a scuola o a casa) - con i connotati della dipendenza - nei giovanissimi è associato a un rischio maggiore di problemi di salute mentale, disturbi del sonno e comportamenti suicidari che tendono a manifestarsi già solo un anno dopo: è l'allarmante risultato di uno studio condotto su adolescenti di 11-12 anni e pubblicato sull'American Journal of Preventive Medicine. Condotto da pediatri dell'Università della California a San Francisco, il lavoro rivela che i legami tra l'uso problematico degli schermi e la salute mentale sono più forti di quanto precedentemente riportato e sottolinea i rischi dell'uso compulsivo. Si stima che il 49,5% degli adolescenti negli Stati Uniti abbia sofferto di disturbi mentali. I ricercatori hanno analizzato oltre 8.000 ragazzi di 11-12 anni, monitorando il loro uso di device, non solo il tempo d'uso ma altri parametri che ne indichino un bisogno impellente. Hanno poi riesaminato l'intero campione un anno dopo la prima ricognizione. Lo studio ha rilevato che l'uso problematico di telefoni cellulari e social media era associato a maggior rischio di soffrire l'anno successivo di problemi depressivi, fisici, di disturbi di attenzione, disturbi del sonno, di mettere in atto comportamenti oppositivi provocatori; peggio ancora comportamenti suicidari e inizio dell'uso di sostanze. "Non è importante tanto il tempo trascorso davanti a uno schermo, ma una modalità d'uso compulsiva coi connotati della dipendenza dai device", concludono gli esperti.
G.Wouters--LCdB