La musa di Botticelli morta per la complicanza fulminante di un tumore
La diagnosi ricostruita anche grazie a un algoritmo di riconoscimento facciale
Non sarebbe stata la tubercolosi, bensì un'improvvisa e fatale complicanza di un tumore, a causare la morte a soli 23 anni di Simonetta Vespucci, la musa di Sandro Botticelli tradizionalmente identificata con la protagonista della celebre 'Nascita di Venere' agli Uffizi di Firenze. A ricostruire la possibile diagnosi dopo 550 anni, anche grazie all'utilizzo di un algoritmo di riconoscimento facciale applicato ai dipinti, è un team internazionale formato da ricercatori della Queen Mary University di Londra, dell'Università Campus Bio-Medico di Roma e dell'Università della California. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Endocrinology, Diabetes & Metabolism. Sette anni fa, il gruppo di ricerca aveva già avanzato l'ipotesi del tumore dopo aver esaminato i ritratti della Vespucci insieme a diversi documenti dell'epoca. Lo studio aveva evidenziato "un graduale cambiamento nei suoi tratti somatici", "cambiamenti tipici dei pazienti affetti da adenoma ipofisario, un tumore della piccola ghiandola alla base del cervello che controlla la produzione di ormoni", spiega l'endocrinologo Paolo Pozzilli in un articolo su The Conversation. Il sospetto era che Simonetta Vespucci fosse affetta da un tipo di tumore che secerne ormone della crescita e prolattina, dato che in uno dei suoi più celebri ritratti viene raffigurata con del latte che fuoriesce da un seno, sebbene non avesse avuto figli. Il nuovo studio si spinge ancora oltre, ipotizzando che la morte rapida e improvvisa della donna sia compatibile con una specifica emergenza medica: l'apoplessia da tumore ipofisario, che si verifica quando un tumore ipofisario sanguina o si gonfia repentinamente causando sintomi come forte e improvviso mal di testa, perdita della vista, confusione e un rapido declino dovuto al collasso della regolazione ormonale. Tre gli indizi a supporto di questa tesi: i cambiamenti fisici nei ritratti (che suggeriscono la crescita del tumore nel corso di mesi o anni), i sintomi descritti nelle cronache della sua malattia terminale e due eventi documentati nei mesi precedenti la sua morte (il collasso durante un ballo e un presunto scontro con Alfonso II d'Aragona) che avrebbero potuto scatenare una rapida evoluzione del tumore.
N.Lambert--LCdB