Angelina Jolie, 'Couture' il mio film più catartico e personale
Nella pellicola è una regista che deve affrontare un cancro al seno
(di Francesco Gallo) Alla Fashion Week di Parigi si intrecciano i destini di tre donne: la regista Maxine (Angelina Jolie), la modella Ada (Anyier Anei) e la truccatrice Angèle (Ella Rumpf) che si ritroveranno a confrontarsi con le proprie fragilità, i compromessi del passato e i desideri sopiti, riscoprendo se stesse in un mondo che impone di essere qualcun altro. Questo il background di 'Couture' di Alice Winocour (Mustang, Proxima, Riabbracciare Parigi), in sala dal 26 agosto distribuito da Plaion Pictures, il film più catartico e personale di Angelina Jolie che non a caso lo ha anche prodotto. "Trovo catarsi in quasi ogni film, questo è uno dei privilegi dell'essere artista. Ma credo che, in questo caso forse più che mai, fossi molto consapevole dell'altra donna o dell'altro uomo che si trova ad affrontare una situazione simile, dall'altra parte dello schermo. Questo film nasce infatti da un'esperienza personale e condividendola spero che possa ispirare altri a sentirsi meno soli e a cercare modi per affrontare queste situazioni, perché è un'opera che afferma la vita, il che è importante per argomenti come questo" ha detto l'attrice ad 'Elle'. Al centro del film c'è appunto un'inedita Jolie nei panni di una regista che vola dall'America a Parigi per girare un cortometraggio per una nota casa di moda. Un incarico importante per la sua carriera che però coincide con una scoperta inattesa e sconvolgente che riguarda la sua salute. Questo elemento rimanda direttamente alla storia dell'attrice, la quale ha raccontato pubblicamente, circa dieci anni fa, le sue scelte in fatto di prevenzione e l'importanza della stessa. Nel 2013 infatti l'attrice scelse di sottoporsi a una doppia mastectomia preventiva, dopo aver scoperto di essere portatrice della mutazione del gene BRCA1 che aveva fatto morire madre e nonna, alle quali tra l'altro ha dedicato 'Couture'. La Jolie in diverse interviste ha spiegato di aver accettato il ruolo perché conosce molto bene il peso di quella diagnosi e delle scelte preventive. E nel film centrale è appunto la sua visita dall'oncologo che le racconta cosa sta accadendo al suo corpo e disegna con un pennarello le parti da asportare con l'intervento chirurgico. Critiche al film? Molti hanno ritenuto che quest'opera segua troppe storie contemporaneamente, senza approfondirne davvero nessuna. Ovvero che il mondo della moda resta come sullo sfondo nonostante l'ambientazione durante la Fashion Week parigina. Allo stesso tempo Angelina Jolie è stata invece molto apprezzata da parte della critica e alcuni recensori hanno definito la sua interpretazione una delle migliori degli ultimi anni, soprattutto per la naturalezza e la vulnerabilità con cui affronta un ruolo molto vicino alla sua esperienza personale. "Couture", fa infine notare la regista, significa 'cucitura' e "qui la moda è una metafora dei corpi e delle figure femminili tutte prese a ricucire le ferite interiori. Mi interessava ciò che si nasconde dietro le immagini e le apparenze - ha continuato la Winocour -. Raccontare il lavoro invisibile dietro la rappresentazione del femminile."
S.Denis--LCdB